Cosa visitare

Fumone

Centro storico posto su un colle dalla caratteristica forma di cono, visibile anche da notevole distanza, posto tra i rilievi montuosi dei monti Ernici e dei monti Lepini.fumone

Il paese, posto sui 783 m.sl.m. dell’omonimo monte, che nel suo punto più elevato, raggiunge raggiunge 793 m.s.l.m. in posizione isolata tra la valle del Sacco e la conca compresa tra Fiuggi e Alatri.

Il territorio comunale, non molto esteso, che appare dominato dall’alto rilievo su cui sorge il centro abitato, si presenta con tratti montuosi e collinari, digradando ed assumendo un andamento più regolare pianeggiante avvicinandosi alle sponde del lago di Canterno che, in parte, ricadono nel territorio comunale e che, comunque si trovano su quote intorno ai 540 m.s.l.m. . Gli isolotti, che caratterizzano la parte più meridionale del piccolo lago, ricadono nel territorio di Fumone.

Da visitare assolutamente l’antico castello ricco di storia e di leggende.

 

Lago di Canterno

Il lago di Canterno è un lago di origine carsica che si trova nel cuore dei Monti Ernici e lambisce i comuni di Ferentino, Fiuggi, Fumone e Trivigliano.Lago di canterno

Il lago originariamente si riempiva quando un inghiottitoio, attraverso il quale le acque defluivano nel terreno, era ostruito da detriti; la crescente pressione dell’acqua provocava quindi la riapertura dell’inghiottitoio e il lago tornava a svuotarsi. Tale ciclo naturale è stato interrotto con la chiusura artificiale dell’inghiottitoio per la produzione di energia elettrica.

Il lago non è balneabile e il livello delle acque dipende molto dalla piovosità del periodo.

 

 

 

Anagni

È nota come la città dei Papi, per aver dato i natali a quattro pontefici (Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX e Bonifacio VIII) e per essere stata a lungo residenza e sede papale. In particolare il nome di Anagni è legato alle vicende di papa Bonifacio VIII e all’episodio noto come lo schiaffo di Anagni.

Nel centro medievale, fatto di edifici eleganti ed austeri, di chiese romaniche, di campanili, di logge e di piazze dall’architettura sobria ed essenziale, sono di grande interesse il duecentesco palazzo di Bonifacio VIII, il palazzo civico, la casa Barnekow e le numerose chiese, tra cui spicca la cattedrale, con la splendida cripta i cui affreschi costituiscono uno dei più interessanti cicli pittorici del Duecento italiano.

 

Pozzo d’Antullo_390_pozzodantullo

Il pozzo d’Antullo è una grande voragine carsica, con una profondità massima di 80 m e con una circonferenza di 300 m, originata dallo sprofondamento del suolo legato ai fenomeni di carsismo della zona, che si ritrovano anche nelle vicine grotte dei Bambocci.

Nel fondo del pozzo, coperto da vegetazione, sono presenti delle curiose stalattiti curve, generate probabilmente dal vento proveniente dai cunicoli laterali che modificano la deposizione dei cristalli di calcare.

 

 

Alatri

È una delle città principali della Ciociaria e la terza della provincia per popolazione dopo Frosinone e Cassino.

È l’antica Aletrium, che fu uno dei centri principali del popolo italico degli Ernici.

Nota soprattutto per l’acropoli preromana cinta da mura megalitiche, tuttora ben conservata, della quale risalta per imponenza la Porta Maggiore, possiede inoltre un significativo patrimonio di monumenti di notevole interesse architettonico e artistico, quali la chiesa collegiata romanico-gotica di Santa Maria Maggiore, la basilica con cattedrale di San Paolo, le chiese di San Francesco e San Silvestro, il protocenobio di San Sebastiano, le ottocentesche fontane monumentali, il Palazzo Gottifredo e il Palazzo Conti-Gentili ornato da una grande meridiana murale.

 

Subiaco ed i suoi monasteri

Situato a 408 m s.l.m. nell’alta valle dell’ Aniene, il pittoresco borgo medievale, costruito a scalinata su una rupe rocciosa che domina la valle alla destra del fiume, è centro di interesse religioso e artistico, nonché turistico. All’uscita del fiume dalla selvaggia gola calcarea si trovano i monasteri benedettini del Sacro Speco e di Santa Scolastica.

Le origini dell’attuale abbazia benedettina risalgono agli inizi del VI secolo, allorché san Benedetto da Norcia, dopo l’esperimento di vita eremitica condotto in un antro presso l’antica villa ivi costruita da Nerone, fondò nella zona del sublacense tredici monasteri per dare ospitalità ai suoi primi discepoli, provenienti in parte dalla nobiltà romana.

In seguito (XII secolo) per iniziativa degli abati fu costruito il santuario-monastero del Sacro Speco, eretto sopra l’originaria memoria del Santo.

Dei tredici monasteri fondati da san Benedetto è rimasto solo l’attuale monastero di Santa Scolastica inizialmente dedicato a San Silvestro, che vanta il titolo di Protocenobio della Congregazione Sublacense dell’Ordine benedettino. Gli altri andarono distrutti o furono abbandonati.

 

Abbazia di Montecassino

Fondata nel 529 da san Benedetto da Norcia sul luogo di un’antica torre e di un tempio dedicato ad Apollo, situato a 519 metri sul livello del mare, ha subito nel corso della sua storia un’alterna vicenda di distruzioni, saccheggi, terremoti e successive ricostruzioni.

Nel 577, durante l’invasimontecassinoone dei Longobardi, il monastero venne distrutto per la prima volta e la comunità dei monaci, con le spoglie del Santo fondatore, dovette ripararsi a Roma. Poi, dal 643 i monaci trovarono ospitalità dalla comunità di San Colombano a Bobbio e in seguito nei vari monasteri ed abbazie colombaniane in Italia ed in Europa, diffondendo enormemente le comunità benedettine.

Ricostruita intorno al 717 sotto l’impulso di Petronace di Montecassino, l’abbazia venne distrutta una seconda volta dai Saraceni nel 883, venendo riedificata per volere di papa Agapito II solo nel 949.

Distrutta da un terremoto nel 1349 e nuovamente ricostruita nel 1366, l’abbazia assunse nel XVII secolo l’aspetto tipico di un monumento barocco napoletano, grazie anche alle decorazioni pittoriche di numerosi artisti tra i quali Luca Giordano, Francesco Solimena, Francesco de Mura, Giovanni de Matteis.

In queste forme era giunto fino a noi l’antico monastero prima che nel febbraio del 1944, durante la seconda fase della battaglia di Monte Cassino, un bombardamento massiccio delle forze alleate, che vi sospettavano erroneamente[1] la presenza di reparti tedeschi, lo distruggesse nuovamente. Il bombardamento cominciò la mattina del 15 febbraio e ben 142 bombardieri pesanti e 114 bombardieri medi rasero al suolo l’abbazia. Nel corso di questo trovarono la morte numerosi civili che avevano trovato rifugio all’interno dell’edificio, diversi soldati tedeschi e anche quaranta soldati della divisione indiana

Il restauro fu realizzato dal 1948 al 1956.